
I 10 Comandamenti
I Dieci Comandamenti, detti anche Decalogo, sono le «dieci parole» che Dio affida a Israele al monte Sinai, circa tre mesi dopo l’uscita dall’Egitto. Il racconto è in Esodo 19-20 e Deuteronomio 5. Indicano come amare Dio e il prossimo e restano una guida di vita per ebrei e cristiani.
La storia dei Dieci Comandamenti nella Bibbia
Il racconto comincia in Esodo 19,1: «Nel primo giorno del terzo mese da che furono usciti dal paese d’Egitto, i figliuoli d’Israele giunsero al deserto di Sinai». Il popolo si accampa davanti al monte. Mosè sale verso Dio, che lo chiama e gli affida un messaggio. Dio ricorda ciò che ha già fatto per Israele e propone un patto: «sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare» (Esodo 19,5).
I comandamenti vengono dopo la liberazione, non prima. Esodo 20,1-2 dice: «Allora Iddio pronunziò tutte queste parole, dicendo: Io sono l’Eterno, l’Iddio tuo, che ti ho tratto dal paese d’Egitto, dalla casa di servitù». La Legge si apre con una presentazione di Dio che ha salvato il suo popolo. Poi vengono le richieste. Per questo molti la leggono come la via di chi è stato reso libero.
Le parole di Esodo 20,3-17 si possono dividere in due gruppi. Il primo riguarda Dio: non avere altri dèi, non usare il suo nome in vano, «Ricordati del giorno del riposo per santificarlo» (20,8). Il secondo riguarda il prossimo: onorare il padre e la madre, e poi «Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare» (20,13-15), non attestare il falso e non concupire ciò che appartiene ad altri.
Secondo Esodo 34,28, Mosè rimase con il Signore sul monte quaranta giorni e quaranta notti, e il Signore «scrisse sulle tavole le parole del patto, le dieci parole». Da qui viene il nome Decalogo, dal greco «dieci parole». Il libro dell’Esodo racconta anche che Mosè spezzò le prime tavole dopo l’episodio del vitello d’oro (Esodo 32,19) e che le tavole furono poi rinnovate (Esodo 34).
Il Deuteronomio riporta le dieci parole una seconda volta (Deuteronomio 5,6-21). Mosè le ripete al popolo al termine dei quarant’anni nel deserto, alla vigilia dell’ingresso nella terra promessa. Il testo è molto vicino a quello dell’Esodo. La differenza più nota riguarda il sabato: in Esodo 20,11 il riposo richiama la creazione, in Deuteronomio 5,15 richiama la liberazione dalla schiavitù d’Egitto.
Gesù riassume la Legge in due comandi. Interrogato da un dottore della legge, risponde: «Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso» (Matteo 22,37-39). Aggiunge che da questi due «dipendono tutta la legge ed i profeti» (22,40). I due grandi comandamenti riprendono così le due parti del Decalogo.
Nell’insegnamento catechistico cattolico in lingua italiana i comandamenti si formulano in modo breve: 1. Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio fuori di me. 2. Non nominare il nome di Dio invano. 3. Ricordati di santificare le feste. 4. Onora il padre e la madre. 5. Non uccidere. 6. Non commettere atti impuri. 7. Non rubare. 8. Non dire falsa testimonianza. 9. Non desiderare la donna d’altri. 10. Non desiderare la roba d’altri. È una sintesi del testo biblico riportato sopra nella versione Riveduta 1927.
Che cosa ci dicono oggi i Dieci Comandamenti
- Leggi lentamente Esodo 20,1-2 e fermati sulla frase «che ti ho tratto dal paese d’Egitto», ricordando una liberazione ricevuta nella tua vita.
- Chiediti con calma quale cosa tende a prendere il primo posto nei tuoi giorni e portala davanti a Dio con sincerità.
- Scegli il comandamento che oggi senti più vicino e pensa a un gesto concreto per viverlo, per esempio una parola vera detta in famiglia o al lavoro.
- Rileggi Matteo 22,37-39 e domandati come amare Dio e il prossimo senza ridurre la fede a un elenco di divieti.
- Prima di dormire ringrazia per un momento di riposo ricevuto e affida a Dio ciò che non hai vissuto bene, senza ansia e senza chiuderti nel rimorso.
Preghiera
Signore, tu mi hai liberato e mi chiami a camminare con te.
Non lasciare che io metta qualcosa al posto tuo.
Insegnami a custodire il tuo nome e a ricevere il riposo come un dono.
Aiutami a onorare chi mi ha dato la vita,
a rispettare ogni persona e a dire la verità.
Liberami dall’invidia verso ciò che hai affidato ad altri.
Fa’ che la tua parola non sia per me un peso,
ma una strada di libertà e di amore.
Amen.
Riveduta 1927 (Luzzi)
Domande frequenti
Perché i comandamenti si numerano in modo diverso nelle varie Chiese?
Il testo è lo stesso, ma si divide in modo diverso. Cattolici e luterani uniscono «non avere altri dèi» e il divieto delle immagini nel primo comandamento, e separano il desiderio della donna d’altri da quello della roba d’altri. Le Chiese riformate e ortodosse contano il divieto delle immagini come secondo e riuniscono il desiderio in un unico decimo comandamento. La tradizione ebraica conta come prima parola Esodo 20,2.
Qual è il film sui Dieci Comandamenti e quanto è fedele alla Bibbia?
Il film più noto è «I dieci comandamenti» (1956) di Cecil B. DeMille, con Charlton Heston nel ruolo di Mosè, rifacimento di un suo film muto del 1923. Segue la trama dell’Esodo, ma aggiunge dialoghi e intrecci di corte che la Bibbia non riporta. Per il racconto fedele leggi Esodo 19-20 e 32-34, e Deuteronomio 5.
I cristiani devono ancora osservare i Dieci Comandamenti?
Sì, la maggior parte delle Chiese cristiane li considera una guida valida. Il Catechismo della Chiesa cattolica (n. 2068) afferma che i dieci comandamenti obbligano i cristiani. Anche nella tradizione luterana e riformata il Decalogo ha un ruolo centrale nella catechesi. Per i cristiani trovano il loro compimento nell’amore di Dio e del prossimo, indicato da Gesù in Matteo 22,37-40.
